LA FAUNA LOCALE

Camosci, stambecchi e l'aquila reale.


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L'escursionista molte volte si lamenta di non incontrare animali selvatici durante le proprie uscite. E, molto spesso, ne attribuisce la colpa ai cacciatori. Niente di più sbagliato, se solo si considera il prezioso ruolo che hanno i cacciatori nella cura e nel ripopolamento delle locali aree venatorie.

Premesso questo, però, dobbiamo ricordare che gli orari migliori per l'osservazione degli animali sono le prime ore del giorno all'alba, che non coincidono con gli orari di uscita della maggior parte degli escursionisti, e poi anche i comportamenti rumorosi limitano gli avvistamenti, in particolare degli ungulati. Infatti, questi ultimi sono sensibili ai movimenti, alle voci e anche all'odore.

Se decidiamo di sacrificare qualche ora di sonno, iniziando quindi la passeggiata sulle Marmarole in ora antelucana, muovendoci con circospezione potremmo avvistare buona parte della ricca fauna presente.

I primi incontri nel bosco o in qualche radura possono essere con i cervidi (caprioli e cervi) o con qualche lepre o volpe in cerca di cibo; mentre salendo di quota possiamo incontrare branchi di camosci o di stambecchi appartenenti alla famiglia dei bovidi.

La popolazione di tali ungulati nel territorio del Comune di Calalzo è stata stimata per nel 2002 in circa 120 caprioli, 20 cervi, più di 200 camosci ed oltre un centinaio di stambecchi.

Lo stambecco è presente sulle Marmarole da circa 30 anni, in seguito ad una reintroduzione voluta dalla confinante riserva di caccia di San Vito, e si è sviluppato poi nella Val D'Oten per le favorevoli condizioni ambientali.

Oltre a questa "pregiata" presenza, annoveriamo nel nostro territorio una quantità notevole e variata di altre specie animali quali tasso, martora, donnola, faina, scoiattolo, ghiro e marmotta, questa reintrodotta dai cacciatori.

Anche i volatili sono rappresentati nella quasi loro totalità, a partire da rapaci come l'aquila, la poiana, il gheppio, l'astore e lo sparviere quali predatori diurni; la civetta, il gufo reale e l'allocco quali cacciatori notturni.

Da non dimenticare gli spazzini della montagna come il corvo imperiale, il gracchio, la taccola e la cornacchia. Particolare attenzione meritano i tetraonidi come l'urogallo (gallo cedrone), il fagiano di monte (gallo forcello), il francolino di monte e la pernice bianca.

I fasianidi sono rappresentati dalla coturnice. Esiste poi la presenza numerosa e variegata di picchi, cuculi, ghiandaie, gazze, tordi e di tutte lo specie di uccelli migratori.

Presenza meno gradita, ma non per questo meno importante, quella dei rettili, quali vipera, vipera del corno ed aspide, e dei colubridi, come ande, biacchi (carbonaz), natrici del collare e coronella austriaca.

Nei rari stagni ed acquitrini, e in generale nei luoghi umidi (anche predisposti dagli uomini), possiamo notare i batraci come rane, rospi e tritoni; più raro l'incontro con salamandre nere e pezzate.

Alla luce di quanto esposto, possiamo garantire a coloro che intendono dedicarsi all'osservazione della fauna locale che, con maggiore attenzione alle regole comportamentali specifiche per ogni specie, gli incontri con gli animali selvatici presenti nel nostro territorio sono, non solo possibili, ma anche frequenti.



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