CRESTA DEGLI INVALIDI
- VIA OLIVO -

Una via da consigliare agli alpinisti più esigenti.


La Cresta degli Invalidi affascina, oltre che per il nome di per sé curioso, per la sua parete Sud. Un muro alto 500 metri interrotto da una cengia a metà parete. Su questa parete un forte alpinista Piemontese, O. Olivo, in vacanza a Calalzo, riuscì da solo a salire lungo l'evidente spigolo Sud-Est. La classificazione della salita di 4° e 5° grado destò stupore quando due alpinisti cadorini tentarono senza riuscirci la prima ripetizione della via. Due anni dopo, accompagnati dallo stesso Olivo, gli stessi riuscirono nell'impresa, riclassificando la via di 5° e 6° grado.

Per ambiente e difficoltà la via Olivo può essere considerata una via classica, anche se le ripetizioni non sono molto frequenti. Nella parte bassa le difficoltà e la qualità della roccia non sono elevate, ma dalla cengia a metà parete l'arrampicata diventa entusiasmante. L'elevata difficoltà, la logica della salita e la costante esposizione rendono questa via unica nel suo genere, da consigliare agli alpinisti più esigenti.

L'attacco del punto più basso della parete è raggiungibile in circa un'ora e mezza dal rif. Chiggiato. Si sale per rocce articolate una paretina, poi obliquando leggermente verso destra si avvicina lo spigolo, si superano un camino superficiale e la successiva parete verticale. Sempre in prossimità dello spigolo si arriva a una prima forcelletta. Al di là di questa, dopo alcuni metri di roccia friabile, si risale un colatoio fin sotto una parete verticale gialla; superando un piccolo strapiombo, si sale verso destra un altro colatoio, difficile ma con buoni appigli, fino alla base di una lama di roccia staccata dalla parete (chiodo di sosta). È l'inizio di un lunghissimo camino che sale leggermente verso destra. Si sale il camino che nei primi 20 metri è liscio, bagnato e strapiombante; un chiodo e un masso incastrato nel punto più difficile proteggono la salita. Superato questo tratto, il camino seppure sempre verticale diventa più facile, obliquando verso destra; poi ancora in verticale si raggiunge una seconda forcelletta in parete est, a destra dello spigolo. Qui inizia un altro lunghissimo camino verticale (circa 100 metri): i primi 10 metri sono molto difficili e strapiombanti, poi si prosegue in verticale con difficoltà costanti fino ad un'ultima forcelletta. Un ultimo camino con piccoli strapiombi ci porta sulla cima pochi metri a sinistra della vetta.

L'arrampicata, dopo i primi tiri di corda, diventa difficile con difficoltà costanti di 5° e 6° grado, il tempo di percorrenza richiede circa 6 - 7 ore. Il ritorno dalla vetta si effettua attraversando senza difficoltà la parete Nord fino a forcella Marmarole, poi scendendo il vallon del Froppa ci si riporta sul sentiero 262 per il rifugio Chiggiato.



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