COSTELLAZIONI
AUTUNNALI


Il cielo autunnale ci offre, sotto l'aspetto di una nuvoletta fioca e oblunga, l'oggetto pių lontano che l'uomo possa vedere a occhio nudo: la galassia di Andromeda. Andromeda è la costellazione che annuncia l'autunno, mentre il Cigno inizia a scendere verso l'orizzonte occidentale, seguito dalla Lira e dall'Aquila. Alpheratz, una delle tre stelle allineate di Andromeda, contribuisce anche a disegnare un grande trapezio che rappresenta il cavallo alato Pegaso, altra costellazione che caratterizza il cielo di questa stagione. L'eroe Perseo, il salvatore di Andromeda, si leva a est, seguito dall'Auriga, avanguardia delle costellazioni d'inverno.

Iniziamo da ANDROMEDA: Alfa è la già menzionata Alpheratz, la “testa della fanciulla incatenata”, ma anche Sirrah, da “surrat”, ombelico, in quanto per gli antichi rappresentava anche l'ombelico del cavallo Pegaso. Le altre due stelle luminose che permettono di riconoscere facilmente questa costellazione sono Beta, detta Mirach, “il perizoma” e Gamma, chiamata Almach, da “al'anaq”, la lince del deserto che gli arabi vedevano in questa regione del cielo. Nessuna di queste stelle si presta a osservazioni particolarmente interessanti, merita invece la massima attenzione la galassia di Andromeda, nota anche come M 31, segnalata dall'astronomo persiano Al Sufi nel 986 d.C. Ha una complessa struttura a spirale vista di tre quarti ed è la più grande galassia del gruppo Locale, al quale appartiene la nostra Via Lattea. Nelle migliori fotografie la sua estensione raggiunge quasi i 3 gradi (sei volte il diametro apparente della Luna). Memorabile rimane la supernova apparsa nel 1885 non lontano dal nucleo, denominata S Andromedae: fu la prima supernova extragalattica mai osservata. M 32 e NGC 205 sono due piccole galassie ellittiche che orbitano come satelliti attorno a M 31, rilevabili con un telescopio da 15 centimetri.

Con PEGASO passiamo a una costellazione molto ampia, la settima del cielo per estensione. Alfa è Markab, dalla parola araba che indica la “spalla”, Beta porta il nome di Scheat, che significa “il polpaccio”, Gamma è chiamata Algenib, “il fianco” e Epsilon si chiama Enif, in arabo “naso”. Quattro gradi a nord-ovest di Epsilon c'è M 15, un ammasso globulare molto compatto e suggestivo, che raggiunge la magnitudine 6.5, quindi facilmente osservabile con un binocolo. Fu scoperto da Maraldi nel settembre 1746 mentre stava cercando la cometa De Cheseaux. Ultimo oggetto che menzioniamo nella costellazione di PEGASO è il celebre “Quintetto di Stephan”, un gruppo di fioche galassie rilevabile a un grado e mezzo dalla galassia NGC 7331, ma solo da un potente telescopio. Il fatto singolare è che una di esse si avvicina a noi a 780 km/s, mentre le altre si allontanano: si è fatta l'ipotesi che il quintetto sia reduce da una colossale esplosione.

Qualche curiosità si trova anche nella costellazione dei PESCI: dodicesimo segno zodiacale, per via del moto di precessione, oggi i Pesci includono il “punto d'Ariete”, cioè il punto in cui il Sole attraversa l'equatore celeste per passare nell'emisfero boreale, passaggio che coincide con l'equinozio di primavera. Alfa si chiama Alrisha, in arabo “la corda”, a indicare la cordicella che lega le code dei due pesci. William Herschel nel 1779 scoprì che è una stella doppia: una componente è gialla e l'altra è azzurra. Un'altra stella doppia interessante è Zeta, scoperta nel 1781 sempre da Herschel: le due componenti sono colorate di giallo pallido e rosa.

La nostra passeggiata autunnale si conclude nella costellazione di PERSEO. Alfa, una stella gigante 5500 volte più luminosa del Sole, è chiamata Mirfak o Marfak. Appartiene a un gruppo di un centinaio di stelle tutte in moto nella stessa direzione alla velocità apparente di un grado ogni 90 mila anni (velocità reale di 16 km/s) in direzione di Beta Tauri. Beta è la famosissima Algol, prototipo delle stelle variabili a eclisse, la cui luminosità cioè varia periodicamente perché le due o più componenti del sistema si eclissano a vicenda. Algol significa “portatore della testa del demonio”. Per i greci rappresentava l'orrenda testa di Medusa, per gli ebrei la “testa di Satana”, o anche Lilith, la prima donna e compagna di Adamo, antecedente alla stessa Eva. La storia di Algol è iniziata nel 1667 a Bologna quando Geminiano Montanari ha notato le sue variazioni di luminosità (con un periodo circa di due giorni e 20 ore), e possiamo dire che non è ancora conclusa. Il modello più accreditato prevede un sistema formato da quattro stelle, in cui le due principali, di colore bianco e rosso, si scambiano materia. Quando questo trasferimento di materia romperà l'equilibrio del sistema gli astronomi assisteranno all'esplosione di una supernova. Quattro gradi a nord di Gamma si trova il punto (detto radiante) dal quale sembrano provenire le meteore Perseidi, cioè le famose “stelle cadenti”, le “lacrime di San Lorenzo” cantate da Giovanni Pascoli, in realtà minuscoli detriti della cometa Swift-Tuttle apparsa nel 1862 e ritornata al perielio, cioè il punto della sua orbita più vicino al Sole, nel dicembre 1992. Per finire una magnifica attrazione di Perseo č il suo “doppio ammasso aperto”, due ricchi gruppi di stelle posti a 7400 anni luce da noi, splendidi se guardati con un binocolo o con un telescopio a largo campo. I due ammassi erano già noti come una indistinta nebulosità a Ipparco 150 anni prima di Cristo; anche Tolomeo li cita, e per questo Messier non li include nel suo catalogo. Oggi portano le sigle NGC 869 e NGC 884, tra uno e l'altro la distanza apparente è di circa un grado, cioè due volte il diametro della Luna in cielo.



La mappa celeste riportata qui sotto rappresenta il cielo osservabile il 1º novembre alle ore 23:00 da Calalzo guardando verso Sud (la diga di Sottocastello), ma è comunque utilizzabile da tutta l'Italia settentrionale per tutto l'autunno, ricordandoci però che ogni giorno vediamo alla stessa ora la sfera celeste ruotata di circa un grado (la larghezza del dito indice a braccio teso) verso ovest. Per rivedere le stelle nella stessa precisa posizione dobbiamo osservare dopo 15 giorni un'ora più tardi, quindi la mappa illustra il cielo anche del 15 ottobre alle 22:00, del 15; novembre alle 24:00, del 1º dicembre alle 1:00 e così via. Comunque, se impariamo a individuare Pegaso, riconoscibile per la caratteristica forma a trapezio (o un'altra costellazione) senza l'aiuto della mappa e poi ci orientiamo nel cielo prendendo questa costellazione come riferimento, e non i punti cardinali, allora la cartina vale tutte le notti autunnali a tutte le ore. Per avere la mappa precisa del cielo visibile in questo momento cliccare su il cielo... adesso!




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