RE ANTELAO


Mappa monte Antelao (670 kb)


L'Antelao, con i suoi 3263 m d'altitudine, è la seconda cima delle Dolomiti, superata solo dalla Marmolada (3343 m), ed è grazie alla sua maestosità e alla sua posizione dominante che è detto il Re delle Dolomiti.

L'Antelao è delimitato a nord dal gruppo delle Marmarole ed il punto di confine è dato da Forcella Piccola; la valle del Boite lo lambisce da ovest fino a sud. Poi troviamo Calalzo, dal quale parte la Val d'Oten che ci riporta nuovamente a Forcella Piccola.

La struttura del monte è compatta, tutta convergente sulla vetta più alta. Nei pressi della sommità troviamo altre tre cime importanti: la Menini (3177 m), la Chiggiato (3163 m) e la Fanton (3142 m), i cui nomi tramandano belle figure dell'alpinismo dolomitico.

Il versante meridionale domina la media e bassa Val del Boite con uno sbalzo di ben 2300 m di pareti rocciose, solcate dal profondo e ripidissimo canalone detto Valòn dell'Antelao.

Il versante occidentale, rivolto verso la conca di San Vito di Cadore e la più lontana conca ampezzana, è caratterizzato dalla lunga schiena settentrionale di lastroni rocciosi, detta Le Laste, lungo la quale sale la via comune alla vetta. A nord-est domina la presenza di due fra i più spettacolari ghiacciai delle Dolomiti: il Ghiacciaio Superiore ed il Ghiacciaio Inferiore, separati fra loro da uno sperone roccioso, che poi si protende verso la Val d'Oten allargandosi nella lunga dorsale della cima Cadin (2613 m) e del monte Ciauderona (2587 m). Leggendo la descrizione di questi ghiacciai sulla guida Berti del 1956 si può notare il loro notevole ridimensionamento.

Verso sud-est la montagna presenta un fianco allargato: dalla Cima Fanton, la vetta più orientale dell'Antelao, scendono pareti frastagliate ed articolate, che poi lasciano posto a balzi rocciosi intercalati da piani inclinati, successivamente diventano meno ripide e si trasformano in pendii di ghiaie fino ai dolci piani di Campestrin. La bassa dorsale delle Crode di San Piero chiude la parte rocciosa di questo versante, che si prolunga verso est con il verde e panoramico crinale del Monte Trànego (1849 m) esaurendosi poi sopra Pieve di Cadore e Calalzo.

Dal colosso scendono verso la Val del Boite ripidi e scoscesi valloni per lo più impercorribili perché rovinati da frane o interrotti da salti. Due belle valli scendono invece verso nord-est solcate da rivi glaciali: l'alta Val d'Oten e la Val Antelao, entrambe terminano in suggestive forre con due belle cascate.

Nel Gruppo si trovano due rifugi alpini: a nord il Rif. Galassi presso Forcella Piccola, ottima base sia per la salita all'Antelao, sia per la bellissima anche se lunga traversata dei ghiacciai; ad est il Rif. Antelao presso Sella Pradònego. Altri rifugi adiacenti sono il San Marco, lo Scotter, il Costa Piana e la Capanna degli Alpini posta alla fine della Val d'Oten.

Troviamo un solo bivacco: il Cosi, posto nei pressi della cima lungo la Via Comune, sulla sommità delle Laste dell'Antelao, per rendere soccorso ad eventuali escursionisti sorpresi dal maltempo. Il bivacco Brunetta, che si trovava sotto la grande parete sud-ovest nei pressi del Bus del Diau, è stato distrutto qualche anno fa da una slavina.

La conformazione compatta dell'Antelao non consente traversate escursionistiche diametrali del massiccio; invece vari itinerari di grande interesse panoramico ed ambientale si sviluppano sui suoi fianchi, e tra loro spicca la traversata dei ghiacciai, che può servire sia da collegamento tra i rifugi Galassi ed Antelao, sia per il passaggio dall'alta Val d'Oten alla Val Antelao, per poi scendere per quest'ultima a Praciadelàn, presso Calalzo di Cadore.

La via d'accesso al Biv. Cosi e l'ascesa da questo alla vetta dell'Antelao per la Via Comune salgono da Forcella Piccola lungo le caratteristiche Laste dell'Antelao, placche inclinate molto evidenti per chi discende la Valle del Boite da Cortina. Le difficoltà non sono particolarmente elevate, in alcuni punti toccano il 2º grado, ma non vanno sottovalutate vista la quota che rende probabile la presenza di ghiaccio, quindi il percorso della via comune è da ritenersi a carattere alpinistico.

La prima ascensione è attribuita a Grohmann assieme ad un cacciatore di camosci di nome Matteo Ossi, il quale asseriva però di aver già salito la cima in un'altra occasione. Altre figure importanti che hanno legato il loro nome alla montagna sono Menini, Fanton, Olivo, Bettella, Scalco e Barbiero, Da Col, Petrucci, Smith, Stabile. L'evoluzione moderna dell'alpinismo ha un po' trascurato l'Antelao, ricordiamo però la cordata Casarotto che ha scelto nel 1982 alcune linee particolarmente difficili su questa montagna, raggiungendo forse per la prima volta difficoltà di 7º grado.



WWW.CAICALALZO.IT

su